Inventario Vigilati Politici

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La pubblicazione del volume “L’Archivio della Questura di Ascoli Piceno: vigilati politici. Inventario” rappresenta un felice e importante traguardo raggiunto dall’Archivio di Stato in quanto consente di far adeguatamente conoscere e valorizzare sia un importante fondo conservato dall’istituto, sia la strenua e meritoria opera della curatrice che vi attende da diversi anni.
Fino ad oggi, la serie “Vigilati politici” del fondo Questura di Ascoli Piceno era corredata di tre scarni elenchi di versamento quali unici strumenti di ricerca per la consultazione, assolutamente insufficienti a soddisfare l’acquisizione di dati conoscitivi e un’adeguata fruizione. Dal 2015 Maria Rita Fiori ha iniziato un accurato lavoro di schedatura, riordino e inventariazione del complesso documentario in questione, dovendo affrontare non poche difficoltà legate in particolare allo stato di ordinamento e di conservazione delle carte. Dopo un accurato lavoro di inventariazione, durante il quale la curatrice ha ritenuto opportuno consultare anche la banca dati dei fascicoli aperti presso la Direzione generale di Pubblica sicurezza, ora conservati presso l’Archivio Centrale dello Stato, per mettere in relazione i dati dei carteggi dei vigilati eventualmente presenti sia nel fondo del Casellario Politico Centrale, sia nell’archivio della questura ascolana e ora conservati in questo Archivio di Stato, si è giunti infine alla pubblicazione dello strumento che oggi presentiamo.
Ne è scaturita un’opera monumentale, composta da cinque volumi. Così come la scienza archivistica prevede nella redazione di puntuali strumenti di ricerca, essa si compone di una prima parte introduttiva relativa alla storia del soggetto produttore e di quella archivistica delle carte e una seconda relativa all’inventario vero e proprio.

L’opera è infatti così articolata:

  • il vol. I contiene il profilo storico istituzionale del soggetto produttore, la descrizione dettagliata dell’organizzazione istituzionale e delle modalità con cui lo Stato italiano ha esercitato l’attività di vigilanza e quella archivistica delle carte, oltre a descrivere i criteri di redazione dell’inventario, con un prezioso glossario, bibliografia e sitografia;
  • i voll. II-III-IV contengono l’inventario dei ben 4.826 fascicoli di vigilati politici presi in considerazione e relativa documentazione fotografica;
  • il vol. V contiene infine una ricca appendice fotografica, oltre ad esempi di documenti e tessere di riconoscimento e di tessere del Partito Nazionale Fascista.

La documentazione inventariata getta luce sulle complesse dinamiche storiche, politiche ed i contesti istituzionali del periodo preso in esame (fine sec. XIX – metà sec. XX): si trovano – scrive la Fiori – “note informative e trasmissioni di carteggi fra le questure, i commissariati di Pubblica Sicurezza, le prefetture, i comandi territoriali dei Carabinieri, i comuni, … verbali d’interrogatori, mandati di cattura, iscrizioni nella Rubrica di Frontiera o nel Bollettino delle Ricerche, fogli di via, schede segnaletiche, schede dattiloscopiche, schede biografiche redatte dalle prefetture o dalle sotto prefetture utili per la ricostruzione cronologica dell’attività dello schedato, a volte complete delle relative schede di aggiornamento, atti di sequestri di materiale di propaganda politica, copie di documenti di atti giudiziari; in alcuni fascicoli sono state trovate note dei deferimenti, con le eventuali condanne, al Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato, l’organo speciale del regime fascista, competente a giudicare i reati contro la sicurezza dello Stato e del Regime; ampiamente documentata è anche l’attività delle Commissioni provinciali per i provvedimenti di polizia, anche esse organi del Regime che decidevano in piena autonomia le misure di prevenzione da adottare per la difesa dello Stato e del Regime, fra le quali figuravano la diffida, l’ammonizione, l’assegnazione al confino o a campi d’internamento, provvedimenti che mettevano in moto un complicato scambio di atti fra i vari organi di controllo. Dalla fine del 1943 molti sono i carteggi dell’Alto Commissariato e delle Commissioni per l’Epurazione”. Interessanti anche le opportunità offerte per la disamina dell’estrazione sociale dei vigilati: artisti (tra cui, ad esempio, i pittori Oscar Marziali e Osvaldo Licini), editori (Pacifico Del Duca), politici, medici e ben 137 fascicoli aperti su donne di varia estrazione sociale e colore politico vero o presunto, prevalentemente insegnanti. Viene in tal modo a ricomporsi un quadro ampio ed esaustivo, con diversi apporti inediti, che questo prezioso strumento di corredo aiuta a meglio comprendere, garantendo nel contempo una ricerca funzionale ad ogni approccio ma anche una sintesi conoscitiva efficace e polivalente, come la fonte di cui realizza in pieno le potenzialità euristiche.

N.B.: tutti i diritti su quest’opera sono riservati. È consentita la sola consultazione e stampa ad alta risoluzione. Solo l’Archivio di Stato di Ascoli Piceno può autorizzarne l’utilizzo di foto, documenti e testi correlati, in quanto depositario dei versamenti e di tutti i diritti di riproduzione.

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Introduzione / Appendice documentaria

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Versamento 1992

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Versamento 1999

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Versamento 2011

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Appendice fotografica

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